addestrare un cane randagio

Come addestrare un cane randagio

I cani randagi talvolta rappresentano un vero e proprio problema per moltissime persone. Si crede, in effetti, che siano particolarmente difficili da addestrare e, non a caso, molte persone trovano numero difficoltà nel farlo. Tuttavia, esistono comunque dei trucchi e dei segreti a cui è possibile attenersi per addestrare un cane randagio senza alcun problema. In effetti, gli stessi addestratori spesso e volentieri fanno un ampio utilizzo di quelli che si possono a tutti gli effetti considerare come delle “scorciatoie” del mestiere.

Non bisogna pensare che soltanto i professionisti possono addestrare i cani randagi. Certo, loro sono sempre quelli favoriti e riescono a farlo più facilmente. Tuttavia, la possibilità di addestra gli animali in modo adeguato, anche quelli randagi, è aperta a tutti. Serve comunque costanza e pazienza, in modo da riuscire a svolgere l’addestramento nel miglior modo possibile. Con un po’ di tempo si riuscirà sicuramente a raggiungere un ottimo risultato.

Come iniziare l’addestramento di un cane randagio?

Per iniziare non si può proprio fare a meno di trovare per il cane un ambiente adatto per l’addestramento. Difatti, anche l’ambiente influisce sulla voglia del cane di farsi addestrare da una persona. Detta così, in effetti, potrebbe sembrare un qualcosa di assolutamente inutile e non necessario. Eppure, come dimostra la pratica, anche l’ambiente svolge un ruolo di fondamentale importanza in tutto ciò che concerne la possibilità di addestrare un cane.

Una volta trovato il giusto ambiente, bisogna anche ricordarsi di fornire al cane tutto ciò di cui questi ha bisogno: cibo e acqua, principalmente. Un cane sazio, difatti, ascolterà il padrone più facilmente ed eseguirà i suoi ordini con una maggiore tenacia e precisione. A tutto questo si aggiunge anche il modo in cui ci approcciamo al cane.

Bisogna sempre ricordarsi della regola del bastone e della carota. Quando il cane ci ascolta e fa quello che vogliamo, non resta che semplicemente ricompensarlo. Quando, invece, non ci ascolta e fa di testa suo conviene usare il bastone, ma senza esagerare.

Iniziare con gli esercizi semplici

Quando si parla dell’addestramento di un cane non bisogna subito partire con gli esercizi troppo difficili da svolgere e le richieste assurde. Il motivo è abbastanza semplice: va a finire che il cane non lo farà proprio, spesso anche per ripicca.

Bisogna ricordarsi che la facilità di un esercizio è direttamente proporzionale alla probabilità che il cane ci ascolti. Proprio per questo si consiglia d’iniziare sempre con degli esercizi che tutti i cani potrebbero svolgere senza troppe noie oppure difficoltà. In questo modo saremo sempre ascoltati e potremo far compiere al cane anche i gesti più assurdi ed estremi. Però bisogna avere pazienza.

Se non si ha idea con che tipo di esercizi iniziare ci si può rivolgere alla rete. Su Internet è facilmente possibile trovare un gran ventaglio d’idee per addestrare il cane in maniera accurata senza rischiare nulla. Esistono un gran ventaglio di esercizi utili da svolgere per completare l’addestramento un cane.

Con il tempo, poi, si potrà passare a effettuare gli esercizi più complessi. Prima, però, bisognerò conquistarsi completamente la fiducia di un cane.

cibo per intestino

Cosa mangiare per chi ha problemi di intestino

Problemi all’intestino: cosa sono? Uno sguardo ravvicinato alla Sindrome del colon irritabile

I problemi all’intestino sono molto frequenti e assumono il nome di “sindrome del colon irritabile”.
I sintomi di questo disturbo sono svariati e, tra questi ritroviamo: una sensazione di nausea persistente, crampi e dolori all’addome, costipazione, dissenteria o diarrea.
Questi problemi, oltre a causare disturbi fisici, andranno ad intaccare anche la vita sociale e/o lavorativa di chi è affetto dalla sindrome del colon irritabile.
Questa sindrome colpisce prevalentemente individui di sesso femminile, in genere molto giovani di età.
Nonostante la sua diffusione, questa patologia colpisce circa un individuo su cinque.
Quando il disturbo medico viene accertato ufficialmente tramite diagnosi, il medico andrà ad indicare una dieta specifica, così da poter migliorare l’alimentazione e, al tempo stesso, alleviare i sintomi.

Cosa assumere e cosa evitare in caso di problemi all’intestino

Se si soffre della sindrome dal colon irritabile, è consigliato assumere verdure cotte (in padella, alla griglia, al vapore, ecc…) e poco condite: un filo d’olio extravergine versato a crudo è il condimento maggiormente consigliato.
Broccoli e cavolfiori sono invece sconsigliati se, tra i sintomi, sono presenti gas intestinali e meteorismo.
Le verdure crude, come cipolle, sedano e cetrioli, invece, sono sempre sconsigliate in presenza di problemi al’intestino.
Largo consumo di frutta ma senza buccia e senza semi: sono infatti questi ultimi che vanno ad irritare maggiormente l’intestino, causando i disturbi.
È bene tenere a mente che, alcuni problemi intestinali insorgono dopo il consumo di frutti come mele, angurie, meloni e agrumi.
Se, insieme ai problemi intestinali si verificano anche problemi di stitichezza, strettamente collegati tra loro, è consigliabile aumentare l’apporto di fibre, senza esagerare, ovviamente.
Invece, se ci si trova in presenza di diarrea vanno ridotte le fibre, soprattutto la crusca, che ha un’azione irritante nei confronti delle pareti intestinali.
Evitare anche latte e tutti i latticini, soprattutto in caso di sospetta o accertata intolleranza al lattosio, poiché questi alimenti generalmente provocano dolori addominali acuti, una volta assunti.
È invece consigliato mantenere lo yogurt all’interno della propria dieta. Questo alimento viene meglio digerito, in confronto al resto dei latticini, perché contiene al suo interno dei batteri che facilitano la digestione del lattosio.
Chi soffre di questa sindrome, dovrebbe anche iniziare ad evitare i legumi e aumentare il consumo di pesce e carne.

Altri alimenti da evitare, sono sicuramente le bevande nervine come coca-cola e cioccolata, e il caffè. Questi alimenti andranno ad irritare maggiormente la mucosa a livello intestinale e, di conseguenza, i sintomi risulteranno più acuti.
È consigliabile anche evitare di assumere alimenti fritti o troppo speziati, che sono molto difficili da digerire.
Se si soffre di sindrome dal colon irritabile, sono vietati anche i dolciumi come bibite gassate e/o eccessivamente zuccherate, marmellate e caramelle che andranno a peggiorare il meteorismo e i crampi addominali.
Molto importante, in caso di problemi intestinali, è l’assunzione di liquidi: bisogna sempre essere ben idratati, ma evitare ovviamente il consumo di alcolici.
Bisogna mangiare in orari regolari e masticare con calma, così da assimilare nel modo migliore ogni singolo alimento.

cosa mangiano le cocorite

Cocorite: cosa mangiano abitualmente?

L’alimentazione è cruciale per garantire la salute e il benessere delle cocorite, simpatici volatili da compagnia che animano le nostre case. Anche se molto spesso potremmo essere tentati di pensare che semplicemente riempiendo la mangiatoia di una miscela di semi si siano compiute le operazioni necessarie per prendersi cura di questi animaletti, in realtà sono moltissime le opzioni che potrebbero assicurare un’alimentazione più completa e varia. Fare in modo che le cocorite si nutrano in maniera corretta e funzionale è davvero importante, in particolar modo in concomitanza di periodi speciali quali la muta e la cova. Vediamo di seguito quali sono gli alimenti da prediligere e con quale frequenza somministrarli per garantire la felicità e la longevità delle cocorite!

Gli alimenti preferiti delle cocorite

Semi e frutta secca sono in assoluto gli alimenti preferiti dalle cocorite, nonché i più versatili: bisogna prestare attenzione a non esagerare, soprattutto con la frutta secca, poiché molto calorica. Largo spazio invece a piccole quantità di frutta e verdura di stagione, ma anche ai legumi una volta a settimana. Il pastoncino all’uovo può essere acquistato in negozio o preferibilmente preparato in casa con miglio cotto e un uovo sodo tritato: questo alimento è consigliato nei periodi di muta e di cova, all’infuori dei quali può essere preparato al massimo due volte alla settimana. L’osso di seppia, re dell’alimentazione di questi simpatici volatili, svolge una funzione cruciale sia per mantenere il becco ben affilato, sia per un giusto apporto di calcio, che risulta fondamentale soprattutto durante la cova. L’assunzione autonoma di osso di seppia non è regolare: spesso le cocorite lo trascurano per giorni per poi dedicarvisi a lungo in altri momenti. Si tratta di un comportamento del tutto naturale, che non deve destare preoccupazioni. Un altro importante elemento da introdurre nella dieta delle cocorite è il grit, un misto di sassolini a base di silicio che aiuta la digestione.
Infine, in fase di svezzamento, è importante dare loro una spiga di panico, che le cocorite amano moltissimo.

Cosa evitare di somministrare alle cocorite

Spesso nei negozi specializzati si trovano in vendita degli allettanti bastoncini per le cocorite, a base di semi pressati e incollati assieme ad altre sostanze colorate. Meglio evitare per quanto possibile di ricorrere a questi snack, che non hanno un alto valore nutrizionale e, nonostante non siano tossici, di certo non aggiungono molto di positivo alla all’alimentazione delle cocorite. Essi non vanno confusi con gli integratori di vitamine, che invece possono essere somministrati sotto consiglio del veterinario, non superando mai le dosi indicate. Infine, è importante fare una precisazione riguardo i comportamenti alimentari delle cocorite più vivaci, ovvero quelle che tendono a posarsi sulla spalla mentre ci si siede a tavola. In questo caso risulta molto importante prestare attenzione affinché le cocorite non si avvicinino ad alimenti e bevande per loro nocive, quali cioccolato, alcolici, frutta con nocciolo e cibi grassi e fritti in generale. Al contrario, non ci si dovrà allarmare se la propria cocorita mostra un certo interesse nei confronti di yogurt e formaggi magri, panificati leggeri e carni magre. Con moderazione, infatti, è possibile far assaggiare questi alimenti una volta ogni tanto, poiché non presentano effetti negativi per la loro salute.

testi per il web

Testi per il web: chi se ne occupa?

Redazione di un testo: La differenza tra ambito cartaceo e web.

La redazione di un testo per il web non è un processo equivalente alla scrittura di un classico articolo di giornale, di una descrizione di un prodotto o di un manifesto pubblicitario in formato cartaceo.
Tra le competenze necessarie a scrivere un testo destinato al web che sia impeccabile, spiccano in particolare:

  • La conoscenza dei criteri fondamentali di ottimizzazione per i motori di ricerca;
  • la capacità di mantenere viva l’attenzione del lettore mediante la corretta formattazione del testo
    (Impiegando, ove necessario, grassetto, corsivo, sottolineatura, elenchi puntati…);
  • la giusta dose di creatività nel riuscire a garantire ai propri clienti risultati al 100% originali:
  • Sul web più che mai questo aspetto è di fondamentale importanza, perché prendere copiare un testo altrui significa nella stragrande maggioranza dei casi essere puniti nella scalata della SERP (La pagina dei risultati del motore di ricerca).

Curare un testo in ottica SEO (Search Engine Optimization), sostanzialmente, consiste nel rendere il proprio testo appetibile e persuasivo non solo agli occhi dei propri lettori, ma anche, e soprattutto, agli occhi del motore di ricerca di proprio interesse, in modo tale che questo possa spingere affinché il sito che ospiti un testo correttamente redatto raggiunga la miglior copertura organica possibile.
Oltre all’aspetto in questione, c’è anche da prendere in considerazione la sua controparte naturale, il SEA (Search engine advertising): È infatti possibile spingere sul web i propri contenuti anche mediante operazioni dirette di sponsorizzazione da parte del motore di ricerca, che permettano dunque di surclassare agilmente i propri competitor non paganti.
Il termine SEO consiste nell’ottimizzazione di un testo in funzione dei criteri di valutazione di un motore di ricerca in particolare!
Senza alcun dubbio, nella maggioranza dei casi si fa riferimento ai criteri di Google, ossia il motore di ricerca più comune. Ciò non toglie che l’ottimizzazione di un testo in funzione della ricerca su Google possa essere valida anche per Bing o per Yahoo, ma conoscerne le specifiche ed sapersi adeguare alle relative esigenze è una delle prerogative di chiunque intenda produrre testi di qualsiasi genere da pubblicare in internet.

Chi sono i Web Writers? Cosa fa un Copywriter?

Coloro che svolgono questo tipo di lavoro sono definiti Web Writers, il che rappresenta una gamma molto vasta di figure professionali: Dal giornalista online, al blogger, ai redattori pubblicitari, ossia i Copywriter: la figura a cui rivolgersi per realizzare testi costruiti specificamente per la pubblicizzazione sul web di un prodotto, un portale o un servizio di qualunque genere.

Ognuno di questi ruoli ha delle prerogative specifiche nel trattamento del propri testi, al fine di renderli efficaci e coinvolgenti per il pubblico della nicchia a cui si rivolgono. Esistono però alcune caratteristiche per ogni tipologie di Web Writer:
Chiunque, ad esempio, odia i Wall of Text (muri di testo), ed è dunque fondamentale curare la formattazione di qualunque cosa si scriva in maniera certosina. Inoltre, è statisticamente comprovato che il tempo di attenzione dei lettori sul web sia sensibilmente inferiore a quello degli amanti del cartaceo, e questo comporta l’assoluta necessità di produrre contenuti che siano sempre il più coinvolgenti e persuasivi possibile, in modo tale da rapire il visitatore della propria pagina web prima che possa fuggire via.

FreelanceCopywriter.it

Nel caso si desideri conoscere di più sul mondo del Web Writing, o si sia interessati a collaborare con un copywriter che svolga questo lavoro per la vostra attività, sul portale FreelanceCopywriter.it è disponibile ogni informazione che possa chiarire le idee del lettore, oltre che ogni riferimento utile a mettersi in contatto con un professionista Copywriter che possa realizzare il tipo di testo pubblicitario più adatto ad ogni attività. Sono inoltre consultabili diverse offerte tra cui scegliere in base alle proprie esigenze, nonché un servizio di consulenza che possa aiutarti a trovare la chiave per ottimizzare la redazione dei tuoi testi.

Ogni informazione è disponibile all’indirizzo: https://www.freelancecopywriter.it/scrittura-testi-sito-web.html

direct marketing

Direct Marketing: cos’è

Il Direct Marketing è una tipologia di comunicazione di marketing o commerciale, attraverso la quale le aziende a scopo commerciale, appunto, ma anche gli enti, comunicano in maniera diretta con i propri specifici clienti, anche con rapporto diretto e quindi senza intermediari. Questo fa in modo di raggiungere una targettizzazione ben definita, attraverso vari strumenti, anche di tipo interattivo, in modo tale da ricevere risposte oggettive e allo stesso tempo misurabili, qualificabile e quantificabili.

Le caratteristiche del marketing diretto

Il pre-requisito principale del marketing diretto è la raccolta dei dati sulla clientela e la loro successiva organizzazione in database dedicati al marketing. Si formano quindi degli archivi di nominativi che si compongono di parte anagrafica e altre informazioni raggiungibili sui potenziali interlocutori dell’impresa. Attraverso l’utilizzo di questo database, l’azienda o l’impresa possono interpretare e utilizzare per scopi commerciali i dati sui comportamenti dei clienti, queste informazioni potranno poi essere aggiornate.
È la selettività la caratteristica commerciale del marketing diretto. L’impresa attua la propria comunicazione ad una porzione di clientela o di pubblico generalizzato ma pre-selezionato, questo pubblico dovrà allo stesso tempo essere bene individuato sulla base dei dati ottenuti dal database.
L’efficacia di queste misure può essere misurato verificando l’interattività e la reazione degli utenti a una comunicazione di tipo commerciale. Le risposte ottenute tramite un marketing diretto possono essere misurati e valutati in termini di redemption, cioè in base al numero di casi in cui il destinatario dell’iniziativa di comunicazione e a come si è comportato dopo lo stimolo proposto dal messaggio.

I canali di marketing

Dopo l’individuazione dei clienti, occorre scegliere le azioni necessarie e gli strumenti da utilizzare per trasmettere il messaggio promozionale. Esistono diverse tecniche basate sul direct marketing:

  • vendita incrociata: servizi o prodotti nuovi offerti alle persone che figurano nella lista dei clienti;
  • segmentazione: divisione dei clienti in modo eterogeneo, in modo da formare sottogruppi invece omogenei;
  • vendita continuata: offerta del rinnovo o l’acquisizione di un prodotto specifico al cliente;
  • misurazione di un lifetime di un cliente: attività di valutazione e misurazione del valore presente e anche futuro con i clienti. L’obiettivo finale della misurazione è quello di rendere maggiormente efficienti gli investimenti comunicativi. Per fare ciò è molto utile curare le relazioni con la clientela più profittevoli, cioè che acquistano più spesso;
  • costumer care: è l’insieme delle iniziative che hanno come obiettivo quello di curare e mantenere un rapporto durevole con la clientela.

Dopo che viene definita l’azione da mettere in pratica, l’impresa o l’azienda può utilizzare alcuni come il direct-mail e l’email marketing, che rientrano nella categoria del marketing interattivo.

Primo di lanciare una campagna di marketing diretto, è necessaria una valutazione dei tempi per ogni fase. Alla conclusione della campagna, è fondamentale valutare i risultati ottenuti, poi l’azienda misurerà i profitti o i benefici di questa strategia.
Tra tutte le strategie e tecniche, quella dell’email marketing, e più nello specifico il Direct E-mail Marketing, è forse quello più efficace.
Il DEM è molto utilizzato da imprese o organizzazioni per la promozione e la pubblicizzazione, oltre che per l’invito all’acquisto di specifici prodotti o servizi. In questa fase storica, dove internet e i social sono molto diffusi, il direct mailing resta, come già detto, lo strumento più adatto per raggiungere facilmente la clientela.

freelancer web

Collaborazione per freelancer web

Chi è e cosa fa un Freelancer Web

Un Freelancer Web è un professionista specializzato pronto a collaborare con aziende, organizzazioni ed altri professionisti che intendano implementare la propria influenza in rete. Si tratta di una persona con esperienza e formazione specialistica acquisita in anni ed anni di gioco aperto, nel campo infinito del Web! Se un’azienda vuole attirare il maggior numero di clienti sulla propria piattaforma web deve avvalersi della collaborazione del miglior Freelancer Web, che dopo studi approfonditi della platea e dei competitor, curerà i testi del sito web in modo che questi risultino impeccabili e raggiungano l’obiettivo prefissato.
L’Attività del Freelancer Web è innanzitutto incentrata sullo studio delle preferenze degli utenti di un determinato settore, e, di conseguenza, su tutti gli aspetti e le sfaccettature dell’ambito nel quale sia richiesta la sua collaborazione. Il Web è un universo indeterminato in costante espansione e trasformazione perciò è sempre più importante per ogni azienda ed ogni attività professionale, qualunque sia la propria dimensione, attivare una collaborazione con un Freelancer che sappia dare un contributo certo e determinante. Attualmente la crescita di qualsiasi attività professionale passa necessariamente dalla rete ed è proprio per questo che la concorrenza sul web risulta spietata. Per sbaragliare la concorrenza bisogna agire prima di subito e come si suol dire “bisogna battere il ferro quando è caldo”: nel mondo del Web questo significa capire prima degli altri quali siano i desideri degli utenti, le loro aspettative, le loro voglie, le azioni che compiranno dopo aver letto un testo. Il bravo Freelancer Web agisce proprio in questo senso poiché ha un bagaglio di conoscenze ed un’esperienza tali da consentirgli di muoversi agevolmente nella giungla della rete internet e di raggiungere l’obiettivo prima degli altri.

Testi calibrati su quello che vogliono gli utenti del web in ottica SEO

Quando un’azienda si avvale della collaborazione di un ottimo Freelancer Web deve sapere che questi è un esperto di tecnica, oltre che di contenuti. Vi sono infatti alcune regole ben precise che disciplinano i contenuti della rete, per un Freelancer Web, è assolutamente necessario essere esperto del sistema SEO, dall’inglese “Search Engine Optimization”. Un testo redatto in ottica SEO avrà maggiori possibilità di essere nei primi risultati esposti dai motori di ricerca. L’ottica SEO consente, tra l’altro, di individuare le parole più cercate e cliccate da una certa categoria di utenti della rete e posizionarle nelle posizioni che catturano di più l’attenzione dei destinatari.

Testi che spingono a compiere un’azione

I cosiddetti “Call to Action” sono delle parole, inserite in un testo di una pagina web, che hanno lo scopo di spingere il lettore a compiere un’azione. La collaborazione con il migliore Freelancer Web consente di individuare la migliore formula di Call to Action, quella che sia più accattivante, quella che meglio attenga agli obiettivi che si prefigga di raggiungere l’azienda a breve termine. Sembra incredibile ma nella scelta del Call to Action giusto, il Freelancer Web deve tenere conto del tono della voce dell’azienda: è importante infatti che i testi di un sito web siano tutti scritto considerando i medesimi parametri e toni conformi, anche se si passa da una pagina all’altra, da un servizio offerto all’altro. Vi sono delle parole che disturbano la lettura, altre che sono scontate e non cattura più l’attenzione, altre che sono totalmente in disaccordo con i, ci stesso nel quale si trovino collocate ed altre invece, quelle scelte da un Freelancer Web professionista, che sono perfette! Per trovare la giusta chiave di comunicazione con la platea per vendere il servizio offerto dall’azienda, il Freelancer Web, deve avere le giuste informazioni ed i dettagli necessari, cosicché il suo lavoro risulterà impeccabile.

Batterie per camper: i riferimenti online

Volete godere della sensazione di un viaggio in libertà, spassoso e flessibile? Siete stanchi di spendere ore intere a programmare in anticipo le vostre vacanze? Il camper è l’opzione migliore, che siate tra amici, in famiglia o in dolce compagnia.

Ci sarà sempre spazio per gli amici pelosi a quattro zampe e abbandonerete il cruccio di cercare una struttura pet friendly.
Aggiungiamo altre due caratteristiche: comodità e risparmio.

Spostarsi in camper consente di trasportare praticamente tutte le attrezzature che servono per vivere una vacanza fino in fondo.

Anche gli strumenti più voluminosi trovano posto. Immaginate la gioia di poter accompagnare il suono delle onde del mare con le note della vostra chitarra. Oppure la soddisfazione di immortalare un momento speciale con cavalletto e fotocamera.

Convenienza è un’altra parola chiave nell’universo dei camperisti.

Il viaggio in camper aiuta infatti ad abbattere i costi del soggiorno. Ad esempio, i modelli mansardati arrivano fino a sette posti e sono parecchio indicati per dividere le spese.

All’attenzione di un camperista non può però sfuggire un dettaglio: le batterie.

Qui trovate tutto ciò che bisogna sapere sugli oggetti che costituiscono la riserva di energia essenziale per l’autonomia del veicolo.

Innanzitutto va effettuata una distinzione sulla funzionalità delle batterie, ossia batteria per l’avviamento del mezzo o batteria dei servizi. Sovente si concentra parecchio interesse sulla batteria dei servizi, la quale eroga elettricità per le luci, la pompa dell’acqua, le ventole, il frigorifero e così via. E’ invece altrettanto importante dotare il veicolo di una valida batteria da avviamento.

Indipendentemente dallo scopo, le batterie per camper sono da 12 Volt.

In secondo luogo, si evidenzia una distinzione sulla tecnologia della batteria.

Per l’avviamento del camper si può adottare una batteria tradizionale, ad acido-piombo e ad alto spunto.

Ottime alternative sono costituite dalle AGM (Absorbent Glass Mat), accumulatori al piombo in cui l’elettrolita è confinato dentro una matrice composta da sottili fibre di vetro.

Le batterie AGM offrono elevate correnti di spunto e notevole resistenza ai numerosi cicli di carica e scarica. In più, gli accumulatori AGM sono idonei all’utilizzo in avviamento o come batteria dei servizi.

Un punto di riferimento per il mercato delle suddette batterie è il sito startbatterieshop.it

Un primo suggerimento che vogliamo darvi è quello di verificare lo stato della batteria prima di iniziare la vacanza.
Un secondo consiglio è di non lasciare mai le batterie completamente scariche.

La qualità del caricabatterie è altrettanto importante. Un caricabatterie che mostra problemi o dà segni di malfunzionamento rischia di danneggiare la batteria.

Infine, eliminate dalla mente un pensiero diffuso: “faccio un giretto così ricarico la batteria”.

Pochi chilometri di strada o pochi minuti di tragitto sono insufficienti per ricaricare la batteria attraverso la messa in moto del veicolo. Per ottenere una ricarica completa della batteria bisogna effettuare un viaggio degno di questo nome (almeno 18-24 ore).

Fate pertanto in modo che le batterie non rimangano inutilizzate per un lungo lasso di tempo e che non scendano mai sotto un determinato livello di tensione.

E’ palese che le batterie sono il cuore pulsante del camper. Scegliere la tipologia più adatta (che non necessariamente coincide con la più costosa) e tenerle in efficienza rappresenta uno step cruciale per un viaggio sereno, con la percezione di sentirvi a casa, in qualunque spicchio di mondo.

Mauro Laus

Il presidente del consiglio regionale del Piemonte Mauro Laus approva il progetto di San Giorgio

Nuovo progetto nel comune italiano di San Giorgio Canavese, ovvero l’apertura di un museo collegato interamente alla rete internet.

Un progetto innovativo

Da diverso tempo a questa parte, il comune di San Giorgio Canavese si è contraddistinto per l’ottimo livello di sviluppo informatico che l’ha visto assoluto protagonista sul suolo italiano.
La scelta di evolversi, sotto il punto di vista tecnologico, ha fatto in modo che, il comune, venisse dipinto come uno dei più pronti a compiere il grande passo verso il mondo della digitalizzazione.
Le prove tecniche per il prossimo progetto sono già state effettuate: si tratta di uno sviluppo tecnologico che vedrà protagonista il museo Nossi Rais, il quale finalmente potrà essere collegato online ed offrirà diversi spunti interessanti alle persone che navigheranno nella piattaforma.
Il progetto, dal nome Michela, innovazione per il Canavese, dovrebbe vedere la luce nel corso dei prossimi mesi, quando tutte le varie operazioni di controllo verranno portate al termine.

L’approvazione di Mauro Laus

Il presidente del consiglio regionale Piemonte Mauro Laus non ha potuto partecipare a tale manifestazione che, per il settore della tecnologia, risulta essere assai importante visti i potenziali sviluppi che potrebbero derivare da un corretto utilizzo della tecnologia in tale settore.
Egli però, come tanti altri politici che operano in Piemonte, non si è di certo scordato di inviare dei messaggi per il suddetto progetto, sostenendo di approvare al cento per cento questo particolare sviluppo di un museo troppo spesso passato nell’anonimato.
Laus ha infatti sostenuto che, l’innovazione tecnologica, rappresenta la base di partenza per ogni settore e che, unire cultura ed informatica, è un procedimento che potrebbe aprire nuovi scenari e che vedrà partecipi molti giovani.
Il Presidente ha proseguito sostenendo, sempre tramite messaggio, che il progetto avrà un ottimo impatto sul suolo italiano e che, probabilmente, esso potrebbe venire seguito da tantissimi altri musei, che seguiranno le orme di quello di San Giorgio una volta che sarà possibile vedere i primi responsi da parte del web stesso.

Sviluppo e tecnologia

Non è la prima volta che Laus parla di quanto sia importante la tecnologia nei vari settori italiani, aggiungendo che ognuno di essi potrebbe ottenere un grandissimo vantaggio se, la modernità, investisse il suddetto settore.
Per tale motivo il presidente del consiglio Regionale Piemonte ha proseguito con l’approvazione di ogni iniziativa che mischiasse, in maniera perfetta e senza errori, tecnologia a metodi classici, cosa che potrebbe attrarre un gran numero di persone e soprattutto spronare il paese italiano, nel suo complesso, ad evolversi sotto il profilo della tecnologia e dell’innovazione online.

svezzamento neonato

L’attezzature giusta per svezzare il neonato

Lo svezzamento è uno dei processi più importanti nella crescita del bambino, ma anche per le mamme. Infatti con svezzamento si intende l’integrazione di cibi solidi e semisolidi (biscotti, frutta, pappe) all’alimentazione con solo latte (materno o formula adatta per il primo semestre). È possibile iniziare a svezzare il neonato già all’inizio del sesto mese, perché il bambino è pronto sia fisicamente ma anche psicologicamente ad assimilare un nutrimento diverso dal latte materno o artificiale. È pronto fisicamente perché è in grado di deglutire e più avanti di portare autonomamente il cucchiaino alla bocca, ma anche la parte psicologica è importante in questo processo. Il bambino deve accettare il cibo di una consistenza e sapore differente da quello abituale. Per far superare meglio al bambino questo importante passaggio, è buona idea acquistare gli accessori adatti. Vi sono stoviglie indicate per lo svezzamento, colorate e allegre, facili da afferrare e da utilizzare senza timore di romperle e che il bambino si ferisca.

Il primo accessorio necessario allo svezzamento è il seggiolone o seggiolino da tavolo. Dopo che aver messo il neonato nel seggiolone più volte, lui imparerà ad associare questo posto con la pappa. Inoltre il seggiolone a tavola è un modo di includere il bambino nel rito del pranzo o cena familiare. Sul mercato ne esistono tantissimi e non occorre cambiarli man mano che il bambino cresce. Infatti vi sono modelli progettati in modo tale da seguire la crescita del bambino dagli 0 ai 3 anni, perché sono dotati di sdraietta in modo da regolare la seduta. Vi sono poi molti altri accessori che rendono il momento della pappa un gioco per i bimbi come gli archi gioco colorati e divertenti per i bimbi da applicare al seggiolone.

Altra cosa importante è il cucchiaino, un oggetto non molto amato dai alcuni piccoli. Come far approcciare il neonato a questo nuovo strumento per nutrirsi dopo mesi passati a succhiare latte? Innanzitutto i modelli in commercio sono prodotti con colori vivaci, che rendono il momento della pappa un gioco. Per evitare di lesionare le gengive dei più piccolini qualora si agitassero troppo, esistono cucchiaini morbidi in silicone per garantire una massima delicatezza.

Anche le tazze sono pensate per non ferire le gengive dei bimbi, vi sono infatti molto prodotti dotati di beccuccio morbido, in modo da passare il meno traumaticamente possibile da succhiare il latte a bere autonomamente. La maggior parte sono adatte anche a lavastoviglie e microonde.

In commercio esistono poi vari modelli di piatti indicati per svezzamento. Sono colorati e allegri proprio per rendono il momento del pasto divertente. I piatti hanno una base antiscivolo in modo da evitare che il bambino respinga il piatto rovesciandone il contenuto. Vi sono poi altri modelli progettati in modo da tenere la pappa calda se il bimbo impiega molto tempo a mangiare. Il piatto sottostante mantiene tiepida la pappa mentre quello superiore serve a raffreddarla nell’apposito spazio.

Tutti questi oggetti potete acquistarli nell’ecommerce : shop4bimbi, comodo e fornitissimo.

Per quanto riguarda i genitori, vi sono in vendita molti prodotti adatti alla preparazione delle pappe. Immancabile è il gratta frutta e verdura con il quale si possono preparare velocemente sane e fresche pappe per i bambini. Altrimenti il frullatore manuale svolge la stessa funzione con una maggiore comodità.

Vi sono poi elettrodomestici pensati apposta per preparare le pappe ma non solo, tra le altre funzioni cuociono a vapore, omogeneizzano, frullano e tritano, riscaldano e scongelano. Le lame presenti all’interno sono infatti in grado di omogeneizzare il cibo come carne o frutta e verdura, costruite in modo tale da non far formare bolle d’aria che potrebbero causare coliche al neonato .

Sul mercato vi sono prodotti classici e innovativi ideati per tutte le tasche e per rendere lo svezzamento un passaggio sereno e divertente per genitori e figli.

L’importanza della pulizia dei canali d’aria

Norme e linee guida

Ogni impianto idraulico (o canale d’aria) a servizio di un intero edificio o di un singolo locale deve essere oggetto di controllo e pulizia periodico. Con l’approvazione del Nuovo Testo Unico (D.lgs. 81/2008) è stato codificato un pacchetto di linee guida volte ad assicurare la salubrità degli ambienti di lavoro provvisti di canali d’aria.

Fattori di rischio

I rischi connessi alla cattiva pulizia canali aria di questi impianti riguardano la diffusione di polveri, allergeni, funghi, virus e batteri. Una attenzione particolare deve essere dedicata a quest’ultima categoria, a cui appartiene la pericolosa legionella. Contro questo batterio è infatti necessario ed obbligatorio adottare ogni misura preventiva al fine di impedirne lo sviluppo e la diffusione.

Habitat e patogenesi della legionella

Per comprendere i criteri sui quali si basano gli interventi di pulizia canali aria è utile conoscere le seguenti caratteristiche biologiche principali della legionella.

Il batterio della legionella si sviluppa e diffonde in ambiente acquatico, in un intervallo termico tra 6 e 63 °C. Le superfici umide su cui si sono già insediate muffe e/o alghe rappresentato siti ideali per la vita di questo batterio.

Per via aerea la legionella si diffonde principalmente trasportata dalle goccioline fini degli aerosol che rappresentano il mezzo di contaminazione dei locali più insidioso, in quanto conducono l’agente patogeno direttamente all’interno dell’ospite.

Una volta entrata nelle vie respiratorie dell’uomo, la legionella può provocare la legionellosi ovvero la meno pericolosa Febbre di Pontiac.

pulizia-canali-ariaLa pulizia dei canali d’aria

In considerazione della idrofilia del batterio della legionella, gli interventi di pulizia canali aria degli impianti di areazione perseguono gli obiettivi di:

  • eliminare ogni ristagno d’acqua dalle superfici delle condotte anche se di lieve entità;
  • rimuovere ogni deposito di materiale fine dalle condotte;
  • praticare una disinfezione generale mediante sistemi termici (vapore caldo), fisici (raggi UV) e chimici (composti a base di cloro), in funzione dei mezzi a disposizione e delle condizioni specifiche dell’impianto.

Tutti gli interventi sopra elencati devono essere eseguiti da ditte specializzate nel settore.

Particolare attenzione deve essere posta nelle parti critiche dell’impianto di areazione, ossia nell’ apertura di alimentazione dell’aria, nell’ eventuale dispositivo di umidificazione dell’aria e nei filtri.

Il calendario degli interventi di pulizia canali aria e la modalità di esecuzione degli stessi devono rispettare rigorosamente le prescrizioni riportate nel manuale d’uso e di manutenzione dell’impianto di aerazione, in genere fornito al committente dopo il superamento del collaudo di tutti gli apparati tecnologici del fabbricato.