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Tutti i benefici del caffè

Sei curioso di scoprire quali sono i benefici del caffè ed avere così la risposta pronta a chi ti dice che ne bevi un po’ troppi? Il caffè è una bevanda molto amata in tutto il mondo e per alcuni sembra addirittura impossibile alzarsi al mattino e non berne una bella tazza fumante. Per altri, invece, è solo magari un pretesto per prendersi una piccola pausa e fare così una coccola al palato. Qualunque sia il tuo rapporto con il caffè la verità è che, se bevuto nelle giuste quantità, può essere davvero benefico per diversi motivi. Si sente sempre parlare della migliore macchina caffè, del miglior marchio di capsule o chicchi, delle tante ricette ed abbinamenti possibili, ma si discute sempre poco su quali siano le sue reali proprietà. È arrivato il momento di fare chiarezza sull’argomento e scoprire una volta per tutte i vantaggi di una bella tazzina di caffè.

Benefici del caffè: tutto quello che c’è da sapere

È ormai noto da tempo che il caffè sia una vera botta di energia. Un sorso ed ecco che anche la sveglia più assonata nel mondo può cambiare radicalmente. Il suo profumo inebriante, il suo colore intenso ed il suo gusto così particolare sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono questa bevanda. Numerosi sono gli studi fatti in merito e quello che si è scoperto a riguardo è davvero interessante. Così interessante che è arrivato il momento di svelarlo anche a te.

Funzioni celebrali più attive

Il primo dei benefici del caffè che vogliamo farti conoscere riguarda diverse funzioni celebrali che utilizziamo ogni singolo giorno. La caffeina, infatti, è una sostanza psicoattiva che va a favorire ed incentivare i neurotrasmettitori come la noradrenalina e la dopamina. Il risultato è una immediata energia. Inoltre, sempre la caffeina fa a stimolare in maniera positiva la memoria, i tempi di reazione ed anche la capacità di concentrazione.

Aumento del metabolismo

Forse non te ne sei mai reso conto ma gran parte dei prodotti dimagranti in commercio ha al loro interno proprio una piccola parte di caffeina. Questa sostanza, infatti, ha la capacità di aumentare il tasso metabolico di una percentuale che va dal 3 al 11%. Considera, però, che se una persona beve caffè da molto tempo questo effetto tende a svanire piano piano in quanto il corpo si abitua. Inoltre, dando degli stimoli al cervello, la caffeina manda dei segnali alle cellule adipose di bruciare una quantità di grasso maggiore. Ovviamente, il discorso è molto più complesso dal punto di vista metabolico ma abbiamo cercato di farlo il più semplice possibile.

Le proprietà nutritive

Tra i benefici del caffè non potevamo non inserire anche la quantità di sostanze nutritive che vi sono al suo interno. Forse non ti sei mai informato al riguardo ma il caffè non è fatto di sola caffeina. Al suo interno, infatti, sono presenti vitamina B2, vitamina B3, vitamina B5 e molti sali minerali tra i quali potassio e magnesio.

Prevenzione di malattie neurodegenerative

Se desideri un altro motivo in più per bere la tua tazza di caffè in santa pace eccone per te un’altro molto interessante. Devi sapere che da numerosi studi scientifici sembrerebbe che il caffè dia un notevole contributo nella prevenzione delle malattie neuro degenerative come l’Alzheimer ed il Parkinson. Si parla di un miglioramento che si aggira anche del 60%. Una percentuale davvero importante.

La quantità raccomandata

Ora che hai scoperto alcuni benefici del caffè, è arrivato il momento di capire anche quale sia la dose consigliata per far si che i vantaggi siano reali e che non vengano superati da eventuali svantaggi. D’altronde si sa che il troppo è sempre dannoso. Il quantitativo giornaliero massimo è di 300 mg di caffeina, ovvero 5 espressi o 3 caffè normali. Attenzione però, perché se nell’arco della giornata mangi o bevi altre fonti di caffeina (tè o cioccolato) devi ovviamente limitare i caffè.
grigliata

Come fare una grigliata perfetta

Chi riesce a resistere allo strepitoso profumino di una grigliata perfetta?

Carne, pesce, verdure. Poco importa. Qualsiasi cibo messo sulla griglia acquista un sapore unico e delizioso.

La cottura alla griglia è senza ombra di dubbio la tecnica più antica al mondo. Pensa che è la stessa metodologia utilizzata dai primi uomini appena scoprirono il fuoco.

Sembra quasi che vi sia una specie di legame primordiale che lega l’essere umano al barbecue. E forse è proprio così.

Per quanto possa sembrare semplice, però, la verità è che vi sono moltissimi particolari da tenere in considerazione.

Primi tra tutti sicuramente la qualità delle materie prime e lo strumento che andrai ad utilizzare per cucinare. Proprio per questo, ti consigliamo di leggere con attenzione, ad esempio, una guida alle griglie elettriche od ai migliori barbecue a legna.

Ma quali sono le regole da tenere ben presente? Scopriamolo insieme.

Grigliata perfetta: le regole d’oro

La grigliata non è solo un metodo di cottura. È, infatti, un vero e proprio stile che ti permette di creare momenti di convivialità unici ed indimenticabili.

Come non amare il mettersi attorno ad un tavolo con le persone che più si amano per mangiare qualcosa insieme per scambiare chiacchiere e risate.

Se un tempo questa gioia era permessa solo a chi viveva in campagna od aveva comunque uno spazio piuttosto ampio, il progresso ha permesso di estendere questa possibilità a tutti.

Gas, legna, carbone, energia elettrica. Sono davvero moltissime le varianti tra cui puoi scegliere ma tutte sono unite da alcune regole di base che ora andremo ad elencarti.

Grigliata perfetta: le materie prime

La prima cosa a cui devi assolutamente fare attenzione è la qualità delle materia prime che andrai a cucinare.

Lo abbiamo anche già accennato all’inizio di questo articolo ed è una regola davvero fondamentale.

Non puoi sperare di avere un risultato ottimale se gli ingredienti da te usati sono scadenti e non al massimo delle loro caratteristiche.

Fai attenzione ai pezzi scelti e prendi sempre e solo cibi freschi, in particolar modo quando si parla di carne e pesce.

Grigliata perfetta: la marinatura

Se credi che la cottura inizi solo nel momento in cui accendi il barbecue ti sbagli di grosso.

La preparazione ha diverse fasi ed ognuna ha la sua importanza.

È bene prendere l’abitudine di marinare la carne così che essa possa sprigionare al meglio il suo sapore e far esaltare le sue caratteristiche.

La marinatura non deve essere troppo complicata e ricca di chissà quali sapori. Un po’ di olio, meglio se quello extra vergine di oliva, un po’ di pepe, salvia, rosmarino e se lo desidero qualche spicchio d’aglio. Il sale va aggiunto sempre alla fine ricordalo sempre.

Il tempo di marinatura ottimale è quello di 24 ore ma se non ne hai la possibilità un paio d’ore saranno già più che sufficienti.

Anche le verdure possono essere marinate con olio, pepe ed un po’ di succo di limone.

Grigliata perfetta: il calore

Passiamo ora al momento vero e proprio della cottura, che è tra l’altro quello più cruciale in assoluto.

La prima regola d’oro è quella di girare sempre l’ingrediente posto sulla griglia. Per far ciò utilizza una pinza.

Se utilizzassi una forchetta, infatti, rischieresti di bucare la superficie e far fuoriuscire i liquidi interni che sono altamente necessari per mantenere una consistenza ottimale.

Altro dettaglio non da poco è poi la temperatura.

Ogni tipologia di taglio di carne o di pesce ha la sua temperatura ideale. Ad esempio:

  • carne di maiale, dai 75° agli 80°
  • selvaggina, sui 55°
  • pollo, dai 75° agli 80°

Come puoi ben intuire, un termometro da cucina è più che consigliato.

Altra piccola chicca che ti lasciamo è quella di tenere sempre conto del fatto che la temperatura dell’alimento tenderà a salire per qualche minuto anche dopo essere stato tolto dal fuoco.

Se non vuoi che diventi duro e troppo cotto anticipa un po’ i tempi.

Grigliata perfetta: il post cottura

Infine ecco un consiglio che, purtroppo, in molti tralasciano di rispettare.

Stiamo parlando della necessità di far riposare la carne per qualche minuto prima di essere tagliata e servita.

In questo modo, i succhi contenuti al suo interno si concentreranno ancora di più e non verranno dispersi da un taglio troppo anticipato.

Addio sprechi: il mercatino dell’usato la soluzione

Al giorno d’oggi all’interno delle case abbondano i prodotti che alla lunga rimangono per mesi e mesi inutilizzati. Per evitare sprechi si può quindi fare affidamento su appositi mercatini dell’usato.

Dare una seconda vita a tutto

Se ci si ferma per un attimo a pensare a quanti oggetti, capi di abbigliamento, accessori e quant’altro non viene mai utilizzato in casa si può fare una piccola misura di quanto spreco ci sia. Una società troppo fondata sul consumismo e sul continuo ricambio di oggetti finisce inevitabilmente per accumulare oggetti che vengono utilizzati pochissimo o addirittura mai. Ecco perché in molti in Italia si stanno attrezzando per delle soluzioni che possano garantire concretamente una seconda vita a tutto. Se fino a qualche tempo fa molti finivano inevitabilmente per buttare questo tipo di prodotti, oggi si può dire che le cose sono assai cambiate. Infatti grazie ai mercatini dell’usato gli oggetti di vario genere possono riprendere vita. Ovviamente tenendo presente che si tratta di una possibilità di guadagno basata comunque sul buono stato di ciò che viene messo in vendita. Mai pensare di poter fornire ad un mercatino dell’usato degli oggetti danneggiati o comunque obsoleti. In questo modo le persone danno origine ad una sorta di scambio che permette di utilizzare gli oggetti in maniera più ponderata.

Quanti affari nei mercatini dell’usato

Recandosi presso un mercatino dell’usato come mercatinousatofirenze.it si può notare come si possano fare degli ottimi affari. Ovviamente la compravendita di prodotti avviene in maniera del tutto regolare, senza prevedere ricarichi di prezzo o percentuali eccessive. Infatti ogni mercatino dell’usato ha come obiettivo primario quello di creare un filo conduttore tra tutti coloro che hanno voglia di smaltire prodotti che altrimenti finirebbero in qualche discarica. E così si potrebbe dare una seconda vita ad un armadio o ad una cucina, a un forno a microonde o a una tv e arrivando poi a tantissimi altri tipi di articoli. Si capisce dunque che si tratta di una possibilità assai allettante e che vale la pena sfruttare se si vuole dire basta a sprechi. E soprattutto è giusto pensare a quanto si possa guadagnare attraverso la vendita di articoli che altrimenti sarebbero del tutto inutilizzati nella propria casa e che invece farebbero la fortuna di tanti altri. Negli ultimi anni i mercatini dell’usato hanno preso letteralmente piede in gran parte dell’Italia. In svariate città della penisola ci sono store che sono diventati ormai dei punti di riferimento. Anche considerando le tante famiglie che sono alla ricerca di buoni articoli a poco prezzo. Dunque il mercatino dell’usato può rivelarsi la soluzione ideale per risparmiare e che fa al caso di tutti coloro che ne abbiano voglia. Un’opportunità da cogliere al volo e che permetterà a chiunque di trovare i prodotti che desidera senza spendere capitali.

I mercatini dell’usato salvano le tasche e la salute del pianeta

Gli armadi “trasudano” di indumenti ormai passati di moda, gli armadietti della cucina ospitano piatti, bicchieri e tazzine di servizi mai utilizzati e che servono solo a prendere polvere, il ripostiglio è diventato nel tempo un buco nero che attira elettrodomestici e oggetti di cui non ci ricordavamo neppure l’esistenza.

Quanti di voi si sono trovati o si trovano proprio in questo momento in questa situazione? Sicuramente in molti, quasit tutti. Ad un certo punto val la pena fermarsi a riflettere, capire che non abbiamo bisogno di tutte quelle cose e cederle ai mercatini dell’usato.

Oltre alla possibilità di guadagnare piccole somme, non bisogna sottovalutare il fatto che prendere un oggetto usato comporta l’allungamento del ciclo di vita dello stesso e quindi ciò comporta la riduzione di inquinamento e del consumo di energia causata dalla produzione di un oggetto nuovo.

 

Un valido aiuto per le tue domande in cucina

Cucinare è un procedimento complesso, il cui grado di difficoltà dipende in parte anche dal tipo di piatti da preparare. Più si va avanti con l’esperienza, più aumentano le aspettative e quindi anche le domande che sorgono nella preparazione dei piatti.

A tal presenso una soluzione può essere iscriversi ad uno dei tanti blog di cucina che sono proliferati negli ultimi tempi oppure ad uno dei gruppo su Facebook.

Una soluzione forse un po’ più originale e meno scontata è quella di consultare i vari siti di domande, ovvero quelli che permettono agli utenti di fare una specifica domanda e poi si ottiene subito una risposta grazie alle comunità attive “dietro” a questi siti. Ne sono esempi Yahoo Answer, Quora, How To e Domande.me.

Ecco alcuni esempi di domande che possiamo trovare.

Vari accorgimenti in cucina

Tutti gli alimenti vegetali, essendo materia fresca appena raccolta devono essere consumate in breve tempo possibile.
Vogliamo incuriosirvi, rispondendo ad alcune delle domande del campo culinario, e dare a tutti voi, un valido aiuto per le vostre domande in cucina.

Come possono essere utilizzate le carote, senza che diventino amare? Ad esempio, se prendiamo delle carote, le sbucciamo e le lasciamo in frigo hanno un sapore amaro.

Questo avviene perché abbiamo tolto la buccia che la riveste, facendo si che assorbano tutti gli odori del frigo (carote aperte e non consumate); la carota diventando amara cambia anche il colore.

L’impedimento è giovamento, in cucina!

Normalmente nelle carote e in altre verdure, l’ossigeno dell’aria inacidisce il prodotto fresco una volta aperto.
Il modo migliore per impedire che si inacidiscano, è conservarle nella pellicola, nel vano delle verdure del frigo.senza sbucciare le carote, ma conservandole intere.

Osservando questi semplici accorgimenti, quando cuciniamo le carote ci accorgiamo che hanno un buon sapore.

Possiamo anche congelarle se abbiamo una grande quantità di carote che rischia di marcire.
Dobbiamo pulire le carote e sbollentarle in acqua bollente per un minuto, dopo di che le passiamo un istante in acqua fredda, sgoccioliamo il prodotto, che una volta freddo bisogna congelare mettendoli nei sacchetti gelo per frigo, e quando abbiamo bisogno della carota per il soffritto, per il ragù o per il minestrone, la nostra carota è pronta per l’uso.

Se decidiamo di mangiarle come contorno, si possono cucinare con la pentola a pressione, preservandone tutte le qualità.

La buona conservazione dei dolciumi

Anche le caramelle hanno una scadenza? Le caramelle sono fatte di zucchero, una materia che teme altamente l’umidità e il caldo, perciò bisogna fare attenzione a riporle in luoghi asciutti, lontano da fonti di calore e di luce.

Alcune tipologie di caramelle come i marshmallow hanno bisogno di ambiente areato, e senza alcun peso che pressa la confezione, perché può danneggiare le caramelle, rompendosi; così, il prodotto si rovina, quindi l’integrità dell’Imballaggio è essenziale.

Anche le caramelle artigianali hanno bisogno di specifiche attenzioni, essendo fatte della stessa materia prima.

Altri tipi di caramelle (lecca-lecca o caramelle dure), possono durare per sempre custodendo, con le dovute attenzioni, gli involucri per le caramelle con cioccolato, dureranno anni, solo se conservate correttamente, mentre, certe tipologie di dolciumi hanno breve scadenza perché temono troppo l’umidità, avendo tra le materie prime gomme o altri ingredienti come panna miele o altro.

Nell’insieme questi dolci prelibatezze che fanno tanto felici grandi e piccini hanno bisogno di tanta cura e attenzione.

Le bowls: le ricette più gustose

In questi ultimi tempi si sono diffuse su Instagram foto di bowls, ovvero  “ciotole” piene di ingredienti coloratissimi, che si sono propagate nel nostro Paese da altre zone del mondo. Si tratta di grandi contenitori pieni di qualsiasi cosa, che costituiscono un piatto unico da consumare a pranzo e cena. O, perché no, a colazione. Ricordano un po’ le insalatone ricche, ma possono essere realizzate combinando diversi ingredienti, a seconda dei propri gusti. Esistono, inoltre, anche dei fast food che consentono di comporre la propria ciotola.

Ma perché tutti le amano? Le ragioni sono diverse. In primis, sono comode da mangiare e consentono in un solo piatto di combinare diversi nutrienti e diverse consistenze. Poi, ognuno può scegliere di utilizzare solo gli ingredienti che fanno parte della propria alimentazione. Si possono creare bowls vegetariane, vegane, di carne o pesce.

Come si prepara una bowl?

Una ciotola per il pranzo o la cena, può essere preparata in diversi modi. Occorre scegliere, come prima cosa, una base. L’alimento più gettonato è il riso, ma anche i cereali, la quinoa, il cus cus. In questi ultimi tempi si utilizza spesso il riso venere, che in cottura mantiene la croccantezza, a volte combinato con il riso rosso per un effetto visivo molto colorato ed “instagrammabile“.

Poi vanno aggiunti gli ingredienti a scelta, come frutta secca come noci, nocciole, noci pecan ecc., frutta fresca come mango e avocado, pesce come salmone, tonno o trota affumicata; vegetali come songino, rucola, germogli di soia, pomodori e olive; formaggi come cubetti di feta greca o scaglie di grana; carne come cubetti di salumi o straccetti di manzo; salse come maionese, yogurt, senape, miele. Insomma, le alternative sono molteplici e tutte personalizzabili secondo i propri gusti e le calorie previste dalla propria dieta.

Per una bowl equilibrata si possono seguire delle proporzioni precise: bisogna riempirne metà con verdure oppure ortaggi, crudi o cotti, un terzo con alimenti proteici ed un terzo con  carboidrati, oltre che un tocco non eccessivo di alimenti grassi, come l’olio di oliva, i semi oleosi, o il già citato avocado.

La poke bowl

Una delle bowl più famose è sicuramente la poke bowl, una sorta di insalata proveniente dalle Hawaii. Mangiando il contenuto di questa ciotola, si ha la sensazione di mangiare un sushi, poiché gli ingredienti di cui è costituita sono i medesimi. Per realizzarla, si fa una dadolata di salmone o tonno crudo, si aggiunge il riso da sushi (a chicco corto) o riso nero condito con aceto di riso. Poi si addiziona con delle fettine sottili di avocado, qualche seme di sesamo, cetriolini, alga wakame, germogli di ravanello, cipollotto, mandorle, uova di lompo.

Per un’alternativa vegetariana, invece, si può sostituire il salmone con del tofu a cubetti marinato nel lime, oppure condito con del pesto.  Si possono sostituire gli ingredienti citati con rondelle di cipolla croccante, funghi, pomodorini, in modo da ottenere una sorta di sushi all’italiana.

Le ricette sono molteplici, l’unico limite alla realizzazione di una gustosa bowl è la fantasia, oltre che, ovviamente, la quantità di nutrienti da assumere in ciascun pasto, come stabilito dagli esperti.

 

 

Come cambia il concetto di proprietà con il noleggio a lungo termine

A causa della crisi economica che ha devastato in modo inesorabile il nostro Bel Paese, non sono stati pochi i consumatori che hanno cambiato il loro modo di vedere e percepire le cose.

Se prima del 2008 i consumatori erano fortemente legati al consumismo e all’acquisto di beni, dopo questo anno la maggior parte delle persone ha deciso di modificare la loro percezione del denaro.

Nello specifico hanno provato ad adattarsi in modo diverso al concetto di proprietà apportando declinazioni e sfumature.

In particolar modo, per quanto riguarda le auto e il loro utilizzo è cambiato il modo di vedere questo bene, facendogli assumere nuove connotazioni.

Da qualche tempo a questa parte sono tantissime le persone che, anziché acquistare l’auto e divenirne legittimi proprietari hanno deciso di focalizzare l’attenzione su una tipologia di offerta davvero molto allettante sotto vari punti di vista, ovvero il noleggio a lungo termine.

Del resto, l’acquisto di un’auto è un momento importante e che interessa la parte emotiva di ciascuna persona, ma che ovviamente sta diventando una scelta sempre più razionale: bisogna calcolare non solo l’acquisto dell’auto in sé, ma anche i consumi che comporta ed eventuali manutenzioni da effettuare: ed ecco che si decide di affidarsi al noleggio auto.

Noleggio a lungo termine, di cosa si tratta

Il noleggio a lungo termine è una valida alternativa all’acquisto di una macchina.

Si tratta di una pratica particolarmente diffusa tra titolari d’azienda ma da pochi anni a questa parte anche molti privati stanno optando per tale formula poiché i benefici che si possono trarre sono alquanto numerosi.

Per entrambi i clienti è fondamentale che rispettino un importante requisito ovvero: la sostenibilità della spesa.

Per comprovare quanto detto dunque, ecco che i titolari d’azienda prima di poter beneficiare del noleggio devono presentare un bilancio annuo, mentre i privati la busta paga.

Noleggio a lungo termine come funziona

A fronte di una rata fissa mensile si potrà usufruire di un’auto per un determinato periodo che solitamente varia dai 24 mesi ai 48 mesi e per una percorrenza complessiva di 60.000 – 80.000 km.

Pagando una determinata somma di denaro, diversi servizi sono inclusi:

  • assistenza e soccorso stradale;
  • cambio gratuito degli pneumatici a seconda delle stagioni;
  • sostituzione della macchina qualora avvenisse un sinistro stradale e non sarebbe possibile ripararla;
  • imposta di circolazione, bollo e RCA a carico della società di noleggio.

Sono escluse le multe, i pedaggi, i parcheggi e naturalmente, il carburante.

Per scegliere il veicolo che meglio soddisfa le proprie esigenze non è facile perché sono disponibili sul mercato tantissimi modelli.

Tuttavia una buona soluzione potrebbe essere rappresentata da mercedes gla 200d business extra.

Insomma, da come si può facilmente intuire, il noleggio a lungo termine è un’ottima alternativa all’acquisto, anche se c’è da dire che bisogna valutare la convenienza sotto vari punti di vista.

Da un punto di vista economico, di sicuro il fattore più importante che occorre osservare è la svalutazione annuale del veicolo stesso.

Oltre al vantaggio economico, c’è da considerare il fatto che il consumatore è libero da tutti i fastidi derivanti dalla proprietà:

  • pagamento del bollo,
  • assicurazione,
  • manutenzione dopo la scadenza di garanzia.

Il cambiamento del concetto di proprietà è comunque molto evidente e non riguarda soltanto il settore delle autovetture ma anche altri contesti come quello della telefonia, il settore hi-tech e quant’altro.

Vacanze: i pro ed i contro di un villaggio turistico

Quando si sceglie di andare in vacanza, solitamente si pianifica ogni aspetto prima della partenza, per far sì che non ci si trovi impreparati giunti sul posto. Uno degli aspetti fondamentali da considerare è la scelta della struttura ricettiva, infatti ci sono numerose scelte che possono essere più o meno adeguate a seconda del tipo di vacanza che si vuole fare, se in coppia, con la famiglia ecc., dei servizi che si ritengono irrinunciabili e del budget a disposizione.

Una delle scelte che si può prendere in considerazione è il villaggio turistico. Di seguito verranno analizzati i pro ed i contro di questa soluzione.

I vantaggi…

In primis, uno dei vantaggi è quello di potersi rilassare senza pensare ai bambini. Infatti, un villaggio turistico offre animazione e giochi per ogni fascia d’età, e questi servizi consentono ai genitori di non doversi preoccupare costantemente di dove sono e cosa fanno i propri figli. Inoltre, per un bambino o un ragazzino è un’ottima occasione per socializzare, stringere amicizie e divertirsi, senza annoiarsi in luoghi studiati prettamente per gli adulti.

Le attività proposte da queste strutture, però, sono per tutte le tipologie di utenti, compresi gli adulti. Per chi ama stare in compagnia e divertirsi senza dubbio i villaggi turistici sono la meta ideale per non annoiarsi mai.

Da non sottovalutare anche il vantaggio del “tutto a portata di mano”: piscina, stabilimento balneare, ristorante, nursery, biciclette per le escursioni. In più, se ci si dimentica qualcosa a casa, spesso il villaggio turistico può rimediare. Ad esempio, fornendo lo scalda biberon, o alcuni farmaci, come quelli contro le punture di zanzara o che alleviano il dolore dopo il contatto con una medusa.

…e gli svantaggi

Appurato che il villaggio turistico è la meta ideale per una famiglia con figli o una coppia dinamica, bisogna considerare per chi invece è sconsigliato. Se si ama visitare il luogo di vacanza, spostandosi spesso, il villaggio turistico non è molto conveniente poiché ci si passerebbe troppo poco tempo e sarebbe quindi inutile soggiornare lì, non usufruendo dei servizi offerti.

Se si ama il mare, poi, e si vorrebbe scegliere un villaggio turistico solo per le convenzioni con gli stabilimenti balneari, di sicuro non è una la scelta giusta, in quanto molti hotel offrono questo tipo di pacchetto.

Lo svantaggio principale è di sicuro la confusione del luogo. Il villaggio turistico è solitamente pieno di bambini, di rumore fino a tarda sera. Per chi ama la tranquillità ed il relax questo è il luogo meno indicato. Spesso, inoltre, gli ombrelloni al mare o in piscina vengono presi già la mattina presto dagli ospiti del villaggio e nel caso si volesse fare un bagno nel pomeriggio si potrebbe rischiare di non trovare posto o comunque troppa calca da rendere stressante l’attività.

Infine, molto importante è anche conoscere il carattere del proprio bambino: se si vuole optare per una vacanza in un villaggio turistico solo per far giocare e divertire il proprio figlio, bisognerebbe accertarsi che lui sia d’accordo e non troppo timido da non voler partecipare ai giochi e alle attività del luogo.

movimentazione bobine

Movimentazione bobine, come scegliere le migliori macchine

L’ambito della movimentazione bobine è decisamente particolare, conosciuto, come è facile immaginare, solamente dagli addetti ai lavori. Ci sono però, in questo mercato, numerose soluzioni, applicazioni anche personalizzate che rispecchiano le reali necessità del cliente, come magari il bisogno di raggiungere gli obiettivi logistici che ci si era prefissati con un investimento sicuro e ammortizzabile. Vediamo quindi quali possono essere le principali soluzioni per la movimentazione.

Movimentazione bobine, le soluzioni più frequenti

Le problematiche che si riscontrano nell’ambito della movimentazione bobine, ci sono numerosi fattori che influenzano la realizzazione dei carrelli, per esempio. Principalmente, lo scoglio più grosso da superare è il fatto vi è poca omogeneità delle tipologie di bobine che esistono sul mercato, e di conseguenza la variabilità relativa alla movimentazione ne risente.

Di contro, vi sono esigenze logistiche anche molto differenti, magari la collocazione in quota, oppure semplici trasporti come avviene per i traslochi, che non creano problemi, ma anche la movimentazione che invece prevede la manipolazione della stessa bobina. Chiaramente si deve scegliere, nel caso più semplice, la macchina che non arreca danni alla merce che si sta movimentando, negli altri casi, soprattutto quando si  tratta di spostamenti in verticale, si dovrà fare maggiore attenzione, soprattutto nella scelta della macchina.

In tal caso si deve optare per una macchina che possa garantire sia la stabilità che l’indeformabilità del montante del carrello e, naturalmente, la capacità dell’elevatore di adattarsi a quello che è l’ambiente circostante.

Le esigenze di movimentazione particolari

Quello che risulta fino a qui è che è assolutamente necessario scegliere la macchina giusta a seconda della tipologia di lavoro da eseguire. Spesso le esigenze sono tali che richiedono addirittura un prodotto su misura, creato quindi sulle reali necessità del cliente. Per esempio, se ci si trova a dover lavorare in un spazio verticale di una determinata dimensione, occorre una macchina con un carrello elevatore che ne rispecchi tali misure.

Allo stesso modo, uno spostamento orizzontale ha bisogno di un carrello diverso rispetto a un altro che, caso mai, ha necessità di posizionare la bobina all’interno di un macchinario o i verticale.

La scelta del carrello

movimentazione bobineQuando si va a scegliere un carrello, quindi, non si possono ignorare quelle che sono le caratteristiche della bobina. Va assolutamente configurata la natura del carico perché la bobina in materiale fragile dovrà essere utilizzata per scopi differenti da quella per del materiale più resistente e magari con maggiore peso.

Nel caso in cui la bobina sia realizzata con materiale fragile, per esempio, non potrà essere manipolata sui fianchi perché potrebbe subire delle deformazioni, si dovrà quindi movimentare mediante l’utilizzo di attrezzi monoforca di forma cilindrica.

Occorre quindi avere una perfetta conoscenza della tipologia di bobina e della sua relativa applicazione, in modo che possa essere adatta al lavoro che dovrà svolgere.

La soluzione giusta per ogni bisogno

Grazie alle moderne tecnologie, oggi sul mercato è possibile trovare quello di cui si ha necessità: bobine di ogni dimensione e di diversi materiali, in modo da garantire sempre una soluzione ottimale per ogni diversa esigenza di movimentazione, ma anche diversi modelli di transpallet che hanno la culla con profilo a prisma o sponde ribaltabili, per le bobine di diverso diametro. Per ogni necessità, quindi, si deve valutare la macchina giusta.

Come curare un tatuaggio d’estate

L’estate, si sa, è la stagione meno indicata per tatuarsi, in quanto è più facile danneggiare un lavoro appena fatto per diversi fattori difficilmente controllabili. Se, però, non si resiste alla tentazione e si decide di adornare il proprio corpo con un tatuaggio è necessario stare attenti maggiormente e porre in essere alcuni accorgimenti fondamentali.

In primis, la sudorazione è uno dei fattori che può scolorire prematuramente il disegno, ed in estate si sa, la sudorazione è maggiore. Si può cercare di arginare il problema coprendo il tatuaggio con garza o tovaglioli di carta quando si è fuori casa, in modo da proteggere la zona, e lasciando scoperta la parte tatuata il più possibile.

Infatti, se prima si pensava erroneamente di dover coprire i tatuaggi con la pellicola durante tutto il periodo della cicatrizzazione del disegno (che va da appena fatto a circa 7-10 giorni dopo), adesso i tatuatori consigliano di far respirare il più possibile il tattoo, cosa che in estate va fatta in modo amplificato.

La pellicola non va mai usata? Si, ma solo per proteggere il tatuaggio durante i lavaggi, cioè sotto la doccia o durante il bagno, anche se immergersi nella vasca durante i giorni di cicatrizzazione è fortemente sconsigliato.

Occorre comunque lavarsi sempre con sapone neutro, anche se il tatuaggio non va insaponato qualche goccia di detergente potrebbe sempre “scappare” e quello neutro è il meno aggressivo.

Stessa cosa per la vaselina: se qualche anno fa appariva la scelta più indicata per l’aftercare del tatuaggio, ormai il mito è stato sfatato in quanto è un prodotto che impermeabilizza la zona e non consente al disegno di respirare e quindi di guarire.

Mare, piscina e sole: i nemici per il tattoo

Veniamo poi ad affrontare la questione dei veri nemici estivi per il tatuaggio: sole, mare, cloro. In questo caso vi è un divieto assoluto di esposizione al sole, di bagni al mare, di pisolini in spiaggia e tuffi in piscina. Questo perché il sole, la salsedine, la sabbia ed il cloro danneggiano il tatuaggio appena fatto.

Altrettanto sconsigliato è l’utilizzo di lampade solari, certo a tutti piace andare al mare già con un bel colorito che fa tanto estate, ma in caso di tatuaggi “freschi” occorrerà limitarsi e farne a meno.

Nel periodo successivo alla cicatrizzazione, generalmente dopo circa una quindicina di giorni, ci si può recare in questi luoghi con più tranquillità. Bisogna ricordarsi, però, che il tatuaggio è pur sempre una ferita aperta per i primi periodi, ed i batteri potrebbero infettarla compromettendo per sempre il disegno.

Bisogna comunque proteggere la zona con delle creme solari con alto fattore di protezione, (da 50 in su, preferibilmente protezione totale), meglio se si tratta di prodotti specifici per tatuaggi, e durante l’esposizione diretta al sole bisogna coprire la zona con un panno capace di filtrare i raggi uv.

Una volta tornati a casa, poi, occorre sciacquare immediatamente il tattoo e lavarlo con un buon sapone antibatterico. Successivamente, è necessario applicare un velo di crema idratante, anche in questo caso un prodotto studiato appositamente per i tatuaggi è preferibile.

 

Piscina interrata

Piscina e bambini: ecco le principali norme di sicurezza da rispettare

L’estate è uno di quei periodi in cui l’unica cosa a cui si pensa sono le tante amate ferie, il meritato riposo dal lavoro che sia al mare oppure in piscina.

Lo stesso vale per i più piccoli: i bambini che vanno a scuola non vedranno l’ora che finisca per tuffarsi in piscina, giocare e trascorrere il proprio tempo libero con i genitori e gli amichetti.

Anche i bambini appartenenti ad una fascia d’età più bassa amano giocare in acqua costantemente in compagnia dei genitori il cui occhio vigile, li segue durante tutta la fase di gioco ed esplorazione che caratterizza i bimbi di qualsiasi età.

Nonostante si stia trascorrendo un momento di relax, ogni genitore sa che andando in spiaggia oppure in piscina con dei bambini, bisogna comunque usare prudenza ed avere mille occhi per scongiurare possibili brutti incidenti.

In questo articolo vi parleremo, in particolar modo, delle principali norme di sicurezza da prendere in considerazione quando ci si reca in piscina in compagnia dei propri figli o nella propria piscina di casa ovviamente opportunamente fatta realizzare dalla nota azienda di piscine: Piscine Laghetto.

La prima regola da seguire al fine di salvaguardare la vita del proprio bambino, durante una bella giornata trascorsa in piscina, è quella di non perderli mai di vista per nessun motivo.

Sembra infatti che la principale causa di annegamento dei bambini sia proprio la mancanza di sorveglianza da parte dei genitori e, pertanto, bisogna stare attenti in questo senso.

In secondo luogo, bisogna fare in modo di abituare, ed educare il bambino all’acqua in modo da non percepirla come un pericolo e che, al contrario, ne conosca da grande tutti i benefici ma anche i pericoli.

Esistono dei corsi pensati appositamente per fasce d’età differenti, che vanno da quelli neonatali proseguendo verso livelli di difficoltà sempre crescenti in relazione all’età: facciamo riferimento proprio ai corsi d’acquaticità neonatale che si svolgono in piscina, e che hanno lo scopo di preparare il bambino ad affrontare l’acqua, divertendosi nel contempo con mamma e papà.

Stando in acqua con il proprio bambino non bisogna dimenticarsi di prendere in considerazione dei fattori fondamentali quali la comunicazione ed il gioco, senza scordarsi mai di essere prudenti.

Così non si farà altro che stimolare l’acquaticità del bimbo, nonché il grado di confidenza che quest’ultimo ha con l’acqua sul viso, nel pieno rispetto dei suoi tempi d’apprendimento.

Nel fare ciò occorre tenere presente che, per fare in modo che il bambino acquisisca confidenza con l’acqua sul viso, bisogna attuare precise tecniche oltre al fatto che le tecniche di respirazione in acqua sono la prima cosa da trasmettere ad un bimbo.

Se il bimbo nuota con i braccioli non si devono sfilare all’improvviso, per testarne le capacità di nuoto acquisite, ma occorre sgonfiarli lentamente verificando gradualmente eventuali progressi.

Un’altro pericolo da non sottovalutare mai, risiede nelle famose bocchette di aspirazione. Alcuni di essi potrebbero avere una potenza tale da risucchiare un bambino e tenerlo incollato al fondo causandone il successivo annegamento.

Insomma, per evitare di passare momenti poco piacevoli, tenete sempre in mente che la piscina è un bellissimo posto che unisce divertimento e relax, ma è anche un luogo pericoloso dove i bambini non vanno mai lasciati soli.